L’intelligenza artificiale ora fa anche birdwatching

Negli ultimi anni il birdwatching si è proposto in modo convincente come un’attività adatta a tutti, persone adulte e bambini. A differenza di altre discipline, infatti, il birdwatching richiede soltanto l’avere una passione per i volatili e saper mantenere la giusta concentrazione per un periodo di osservazione più o meno lungo.

Nonostante, di per sé, il birdwatching possa apparire un’attività semplice, lo stesso non si può dire quando si passa dalla semplice osservazione alla classificazione degli uccelli, un passaggio non sempre immediato e sicuramente non semplice (nemmeno per chi si definisce esperto di birdwatching).

Da oggi però un aiuto concreto può arrivare dall’intelligenza artificiale: infatti, un gruppo di biologi ha messo a punto un sistema che, sfruttando appunto l’AI (Artificial Intelligence), è in grado di riconoscere in automatico gli uccelli in automatico, fornendo un ID univoco riferito a una specifica specie. Le potenzialità di questa invenzione sono molteplici. A tal proposito, si può immaginare una vera e propria rivoluzione nel settore del birdwatching qualora il sistema appena realizzato prenda poi campo a livello internazionale.

Birdwatching, ritorno al futuro: una soluzione a un problema che si trascina da tempo

Prima ad ora, nessuno aveva ipotizzato l’impiego dell’intelligenza artificiale per classificare le specie di uccelli durante l’attività del birdwatching. A intuire le potenzialità della scoperta è stato il ricercatore André Ferreira, che lavora presso il Center for Functional and Evolutionary Ecology di Montpellier. Come spesso accade, l’intuizione è arrivata un po’ per caso, o perlomeno l’impiego dell’intelligenza artificiale non era stata la prima opzione ad essere stata percorsa da Ferreira.

Difatti, in un primo momento il ricercatore aveva deciso di riprendere le colonie dei volatili, in modo da riconoscere i volatili grazie alle etichette poste sugli artigli da piccoli. Dopo poco però, Ferreira si è accorto che durante la ripresa video le etichette non erano riconoscibili. Da qui la scelta di cambiare piano, passando direttamente alla soluzione descritta nell’introduzione: servirsi dell’intelligenza artificiale per risolvere una volta per tutte la problematica relativa al riconoscimento dei volatili tramite delle piccole etichette colorate.

Come funziona il nuovo sistema di birdwatching

La visione del nuovo birdwatching secondo André Ferreira si basa sull’utilizzo dei Tag RFID su ogni singolo volatile, attraverso cui si ha l’opportunità di azionare le telecamere quando gli uccelli sono all’interno dei nidi. Dopo i primi test effettuati, si può affermare che la tecnica impiegata assicura una precisione pari al 90%: dunque, nove volte su dieci il volatile viene riconosciuto senza commettere errori. Al momento, però, è opportuno sottolineare come il sistema sia ancora acerbo, o per meglio dire limitato. Bisogna infatti tenere conto che le foto vengono scattate soltanto al dorso del volatile e non dalla posizione frontale.

Per risolvere il limite attuale, Ferreira insieme al proprio team di fiducia sta continuando a migliorare il software, con l’obiettivo di scattare foto con diverse angolazioni. Secondo quanto dichiarato da Ferreira, tale scoperta potrà in futuro essere d’aiuto per i biologi nello studio di volatili di piccole dimensioni, tracciando un profilo comportamentale in modo molto più dettagliato di quanto non sia possibile fare con le tecnologie attuali.

Fonte: NewScientist.com

Luca Vassena

Luca Vassena

Appassionato di social media e caffè amaro. Fanatico del web e delle tecnologie RFID. Autore umilmente ambizioso.

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