Cos’è la tecnologia NFC

Tag NFC

Per chi conosce già la tecnologia RFID, il Near Field Communication è una sua branca, che opera alla frequenza di 13,56 MHz.

Per chi invece è abbastanza digiuno di queste tecnologie, possiamo paragonare l’NFC ad altri strumenti più conosciuti, come il Wi-Fi o il Bluetooth. Infatti, anche l’NFC è un metodo di comunicazione contactless: non c’è bisogno che due dispositivi si tocchino per trasmettere informazioni.

Vi sono però delle differenza. La prima cosa che salta all’occhio è la distanza operativa. Wi-Fi e Bluetooth possono raggiungere decine, o centinaia, di metri. L’NFC, come dice anche il suo nome (“near field”, a corto raggio), si ferma a pochi centimetri.

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Cosa rende speciale l’NFC?

Sostanzialmente, tre cose: semplicità, sicurezza, economicità. A queste, come conseguenza, si aggiunge anche la sua diffusione. Benché sia quasi sconosciuta al grande pubblico, infatti, probabilmente tutti noi abbiamo in tasca un cellulare con connettività NFC o una carta di credito contactless. Ma andiamo con ordine.

1. Semplicità

Semplicità fa rima con velocità. E usare la tecnologia NFC è semplice e veloce: al contrario di Wi-Fi o Bluetooth, non è necessario effettuare un pairing, o inserire una password. Basta avvicinare il lettore (o lo smartphone) a ciò che si vuole leggere, o al dispositivo con cui si vuole comunicare, e il gioco è fatto.

2. Sicurezza

Anche senza password, la tecnologia NFC è considerata particolarmente sicura, anche grazie al suo corto raggio d’azione. Non a caso, l’NFC viene utilizzato per effettuare pagamenti contactless con carte di credito o con lo smartphone. In quest’ultimo caso, ha fatto sicuramente da apripista Apple Pay. Da tempo, tuttavia, l’NFC viene utilizzato nelle tessere degli abbonamenti ai mezzi pubblici nelle grandi città. Un esempio per tutti: la Oyster Card di Londra.

3. Economicità

Come abbiamo detto, la grande maggioranza di smartphone attualmente in circolazione è dotata di sensore NFC. Questo vale anche per dispositivi di fascia medio-bassa. Se paragoniamo il costo di un cellulare a quello di un lettore RFID UHF, vediamo subito una certa differenza.

A questo, aggiungiamo che i Tag NFC, a differenza di altri Tag attivi (pensiamo, sempre per usare il paragone con il Bluetooth, ai Beacon BLE), hanno un costo decisamente più contenuto.

Cosa sono i Tag NFC

Anche se possono assumere forme diverse, generalmente i Tag NFC sono delle etichette intelligenti, dotate di un microchip molto piccolo e sottile.

Un esempio di etichetta NFC

La peculiarità di queste smart label è che contengono un identificativo univoco, una memoria riscrivibile, e non richiedono alimentazione.

Queste tre cose insieme consentono una varietà di applicazioni, sia di tipo industriale/logistico, che di marketing, orientate al consumatore. Perché il fatto che quasi qualsiasi possessore di smartphone possa leggere un Tag NFC rappresenta un’ottima soluzione di marketing.

Per fare giusto un paio di esempi, un Tag può essere facilmente programmato con un link che apra una pagina web, o un video su Youtube, oppure con un biglietto da visita elettronico, che consenta di salvare in rubrica molto velocemente i dati di un contatto. Il bello è che informazioni di questo tipo vengono programmate in un formato standard, chiamato NDEF, che ha compatibilità universale. Un Tag programmato con uno smartphone Android può essere letto senza problemi con un iPhone e viceversa.

In modo simile a Wi-Fi e Bluetooth, anche per l’NFC esiste un’organizzazione che ne promuove l’uso e detta gli standard. Questa associazione no profit si chiama NFC Forum e grazie alle linee guida che vengono emanate, viene garantita la reciproca compatibilità di vari dispositivi elettronici.