Come proteggere i dispositivi IoT per la Smart Home

La diffusione di dispositivi IoT nelle case è sempre più capillare, con tutto quello che di positivo e negativo ne consegue. Se da una parte tali dispositivi infatti facilitano la vita delle persone, dall’altro la mettono a rischio, dando modo a possibili malintenzionati di intrufolarsi “virtualmente”. Con questo presupposto, vediamo insieme come proteggere i dispositivi IoT per la Smart Home.

Domotica: benefici e rischi

Lo scopo primario della domotica, è quello di semplificare la vita domestica delle persone. Una Smart Home permette, con semplici comandi, il più delle volte vocali, di attivare elettrodomestici smart, impianti audio, di videosorveglianza, e altri dispositivi intelligenti, tutti collegati tra loro mediante un’unica rete, quindi gestibili in maniera semplice e immediata.

Purtroppo però, tale comodità spesso e volentieri non va di pari passo con la sicurezza. Quando un comunissimo pc senza antivirus (oppure con uno gratuito dalle modeste prestazioni), viene collegato online, è esposto a virus, malware, e mille altri pericoli, che possono mettere a rischio la privacy dell’utente. La medesima situazione può presentarsi anche con le tecnologie citate. Qualsiasi dispositivo connesso in rete, se non adeguatamente protetto, può permettere a malintenzionati di violare sicurezza e privacy, mettendo a rischio dati sensibili.

Un esempio che, seppur banale, è decisamente concreto e comune? I baby monitor con cui i genitori sono soliti “controllare” il sonno ed altri momenti dei propri piccoli. Ovviamente, il fine primario è decisamente nobile, dal momento che questi apparecchi permettono di prevenire molti incidenti. Ma se qualcuno potesse ascoltare da remoto quanto detto in presenza di questi baby monitor? Cosa potrebbe accadere? Fino a che il microfono non capta altro che i vagiti di un neonato, potremmo anche ignorare la questione. Si tratta comunque di una violazione della privacy, che non andrebbe sottovalutata. Quando, però, un malintenzionato comincia a raccogliere stralci di conversazione, si apre tutto un altro tipo di problema, molto più serio e concreto, relativo al furto d’identità e alla sicurezza. Banalmente: sapere se siamo in casa o meno, la password dell’antifurto, etc.

Un rischio concreto e sottostimato

Abbiamo fatto solo un esempio, ma il rischio è più una certezza che un’eventualità. Una ricerca svolta da Juniper Research ha stimato che nel quinquennio 2018-2023 verranno violati 146 milioni di dati sensibili. Questo è dovuto, dal un lato a un aumento degli attacchi di tipo ransomware e phishing, dall’altro, a dispositivi completamente sguarniti contro queste minacce.

Come proteggere la propria Smart Home

Appurato come non si debba rinunciare ai benefici della tecnologia per la paura dei rischi ad essa correlati, per proteggere i dispositivi della propria Smart Home ci sono in commercio molteplici soluzioni. Queste sono in grado di tutelare non solamente il singolo dispositivo, come fare un antivirus con un PC, ma l’intera rete dove questo dispositivo, insieme ad altri, è collegato. Come? Ad esempio bloccando siti o applicazioni malevoli con conseguente notifica all’utente, scansionando regolarmente la presenza di eventuali minacce. Oppure proteggendo lo smartphone, con i dati personali in esso archiviati, e consentendone la localizzazione e la cancellazione di tali dati, da remoto, in caso di furto o smarrimento.

Luca Vassena

Luca Vassena

Appassionato di social media e caffè amaro. Fanatico del web e delle tecnologie RFID. Autore umilmente ambizioso.

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